image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

13 marzo 2022

Quello che la Formula 1 ha, e che Drive to Survive non avrà mai

  • di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

13 marzo 2022

Come quando metti troppo peperoncino sulla pasta e tutto finisce con l'avere lo stesso sapore così, per me, è Drive to Survive. Netflix ha trasformato il sapore unico del motorsport in un prodotto hollywoodiano preconfezionato. Ma c'è una cosa, forse una sola, che questo programma non riuscirà mai a rubare alla Formula 1: l'adrenalina di quei weekend di gara che stanno finalmente per tornare
Quello che la Formula 1 ha, e che Drive to Survive non avrà mai

Drive to Survive è una bella serie, non c'è niente da dire. Ha i tempi giusti, non annoia mai, accentua il dramma, il confronto, i conflitti tra piloti, squadre, team principal. Non fa niente di diverso rispetto a chi, già prima di Netflix, si è sempre occupato di comunicazione sportiva. 

Nell'enfasi di un racconto c'è il segreto della tifoseria, di ciò che muove la passione per una competizione e, nel caso del motorsport, la chiave per raccontare storie che vadano al di là di cavalli e aerodinamica. "Non ci innamora dei motori e basta" ha scritto tempo fa il giornalista Giorgio Terruzzi, e proprio a questo servono i racconti di chi, uno sport, sa romanzarlo senza lasciarne tra le righe l'essenza. 

Drive to Survive, la serie Netflix arrivata alla quarta stagione a una settimana dall'inizio del nuovo mondiale di Formula 1, prova proprio a fare questo: avvicinare a un universo forse spesso troppo complesso e macchinoso, una schiera di giovani tifosi che nel motorsport cercano pathos, divertimento, magari anche una punta di dramma. E ci è riuscita. Da quando DTS è sbarcata su Netflix la Formula 1 sembra essere entrata in un periodo di Rinascimento fatto di social, giovanissimi fans, nuovi interessi oltreoceano e tanto, tantissimo spettacolo. 

20220311 161837242 3708

I piloti sono belli, socialmente impegnati, aggressivi quanto basta e molto attivi online. Il dramma e una strappa storia lacrime (come la chiamerebbe Maccio Capatonda) non manca mai - basta guardare come hanno trattato la morte di Anthoine Hubert nel 2019 o il ricordo di Jules Bianchi legato alla narrativa su Charles Leclerc - e il mix per un successo fuori scala è assicurato. 

Il problema però arrivando quando le storie prendono il posto della realtà, e si finisce con il giocare un po' troppo con la fantasia. Quando tutto diventata esagerato, allora la competizione perde sapore. La battaglia è bella se si conclude con un incidente, la rivalità se scade nell'insulto a favore di telecamera, la stagione se è più show che sport. 

Lo ha detto Max Verstappen, che non avrebbe preso parte a questa nuova stagione della serie, perché ok lo spettacolo ma non rovinate lo sport con la spettacolarizzazione. Lo ha detto anche Toto Wolff, che Drive to Survive non assomiglia a ciò che succede davvero nel paddock. Che ha il brivido, certo, ma che addosso non rimane incastrato nulla della realtà: "Ho visto i primi due episodi, e lo odio – ha detto infatti Wolff in un'intervista rilasciata all'Irish Independent – non ho mai voluto avere la telecamera in faccia. In ogni caso, ti rendi conto improvvisamente che è diventato di enorme successo in tutto il mondo, generando un nuovo pubblico, peraltro giovane. Viene creato uno spin alla narrazione, dove vengono messe insieme scene che non sono accadute. Da insider si direbbe dunque che la realtà viene rappresentata in modo diverso rispetto a quella autentica". 

E questo tentativo di rendere tutto accattivante, tutto romanzato ed eccitante, finisce con il dare a tutto lo stesso sapore. Un sapore piccante, eccitante, ma anche un anestetico contro il resto. Contro quello che la Formula 1 è, fuori dal suo essere spettacolo, dramma, intrattenimento nudo e crudo. Per quanto però proveranno a renderlo un prodotto adatto alla televisione, all'hype continuo di un mondo che oggi funziona così, questo sport avrà sempre qualcosa che Drive to Survive non riuscirà a replicare: l'adrenalina. 

L'attesa crescente del weekend di gara, l'imprevisto al via, il cambio di strategia improvviso, il duello vero, lunghissimo, impossibile da riassumere, la storia di chi si incrocia, si scontra, si conosce da anni e non si adatta agli spazi avversari. L'adrenalina di un momento che non è mai solo un momento. Questo Drive to Survive non lo avrà mai. 

20220311 161844742 5416

More

Formula 1, inizia l'era dei droni: sicurezza a rischio per lo spettacolo?

di Andrea Gussoni Andrea Gussoni

Formula 1

Formula 1, inizia l'era dei droni: sicurezza a rischio per lo spettacolo?

Tag

  • Formula 1
  • Formula1
  • Netflix

Top Stories

  • La legge di Spa contro un Valentino Rossi da panico alla 24 Ore del GT World Challenge: “Quando mi sono svegliato eravamo in testa, poi è stato deludente”

    di Luca Vaccaro

    La legge di Spa contro un Valentino Rossi da panico alla 24 Ore del GT World Challenge: “Quando mi sono svegliato eravamo in testa, poi è stato deludente”
  • L’avete vista la “Barbie Maga” della Nba femminile? Sophie Cunningham è la white girl che ti spacca il cu*o e punta il dito della guerra contro l’ipocrisia americana (di destra e di sinistra)

    di Gianni Miraglia

    L’avete vista la “Barbie Maga” della Nba femminile? Sophie Cunningham è la white girl che ti spacca il cu*o e punta il dito della guerra contro l’ipocrisia americana (di destra e di sinistra)
  • Ufficiale: Yamaha, Quartararo e Rins si saluteranno a fine 2026. Più che una separazione è una liberazione (Martìn o Ogura sono avvisati)

    di Emanuele Pieroni

    Ufficiale: Yamaha, Quartararo e Rins si saluteranno a fine 2026. Più che una separazione è una liberazione (Martìn o Ogura sono avvisati)
  • Il malore di Sinner al Roland Garros non è un caso: “Potrebbe risuccedere”. Cos’ha il numero 1 e cosa sta facendo per evitare la scena in Francia

    di Michele Larosa

    Il malore di Sinner al Roland Garros non è un caso: “Potrebbe risuccedere”. Cos’ha il numero 1 e cosa sta facendo per evitare la scena in Francia
  • La brutale verità su Alex Schwazer, il doping e l'EPO è quella che nessuno vuole sentire

    di Michele Larosa

    La brutale verità su Alex Schwazer, il doping e l'EPO è quella che nessuno vuole sentire
  • Ma quale re Mida? Davide Brivio è il Menandro della MotoGP: quanto è vincente l’umanità quando è umana veramente

    di Emanuele Pieroni

    Ma quale re Mida? Davide Brivio è il Menandro della MotoGP: quanto è vincente l’umanità quando è umana veramente

di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Si mette male per Vettel: il casco contro la guerra fa scattare un caso diplomatico in F1

di Maria Francesca Troisi

Si mette male per Vettel: il casco contro la guerra fa scattare un caso diplomatico in F1
Next Next

Si mette male per Vettel: il casco contro la guerra fa scattare...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy