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20 febbraio 2022

Ma quale abbassatore? La vera arma segreta della nuova Ducati l’ha svelata Johan Zarco

20 febbraio 2022

Il francese del team Pramac spiega che la principale differenza tra la Desmosedici 2021 e quella provata in pista a Sepang e Mandalika sta nell’agilità in curva. La Ducati è sempre stata una moto difficile da far girare, ma adesso sembra tutto più facile: merito della nuova carena
Ma quale abbassatore? La vera arma segreta della nuova Ducati l’ha svelata Johan Zarco

Qualche giorno fa ha raccontato di essere diventato single e recentemente, in un’altra intervista, Johann Zarco ha detto di essersi dovuto occupare di questioni private a dicembre. Quasi a giustificare il fatto di non essersi sentito perfettamente in forma durante i test invernali a Sepang e Mandalika, ma a vedere i suoi tempi non sembra uno che si è dovuto distrarre troppo dall’allenamento necessario per andare forte in pista. Lui, però, non è pienamente contento e lo dice senza girarci troppo intorno: “Dovrò allenarmi di più in vista del Qatar – ha affermato - perché a dicembre non ho fatto proprio molto, avevo altre cose da gestire.  Non sono molto soddisfatto di come è andata in Indonesia perché ero decimo, ma a 4 decimi, e c'erano ancora 21 corridori in un secondo. In questa MotoGP, se respiri un po', perdi troppi posti. L'obiettivo è aumentare questo carico di allenamento per essere mentalmente e fisicamente forte già dalla prima gara in Qatar”.

Il francese non ha mai nascosto di puntare al mondiale e di ritenere di avere le stesse possibilità che hanno i piloti del team ufficiale, visto che in Pramac moto e aggiornamenti sono gli stessi del Team Lenovo. Con la Desmosedici del 2022 che potrebbe aiutare, visto che adesso anche uno dei problemi storici della Rossa sembra essere superato, o comunque arginato. “C’è un nuovo motore per guadagnare ancora più potenza – ha spiegato Zarco -  quello resta il punto forte della Ducati, ma adesso c’è anche una carena che a detta di tutti ha contribuito a rendere la moto più maneggevole e aiuta a girare, che è il nostro punto debole sulla Ducati. Siamo forti in frenata e accelerazione, in gara è molto vantaggioso, ma quando le gomme si usurano iniziamo ad avere problemi in curva. Quindi solo per la carena, giocando con l'aria, qualcosa si è già guadagnato, ma la filosofia della moto non è quella della Yamaha o della Suzuki, che sono più facili da guidare. Questo è il bello del campionato: ognuno ha le proprie armi per fare del suo meglio”.

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Johann Zarco, quindi, non cita neanche il superdiscusso abbassatore all’anteriore che ha fatto storcere il naso a tutti gli avversari della Ducati. A fare la differenza, per il francese, quest’anno c’è principalmente la nuova carena. Ma Zarco ammette anche di dover ancora capire bene tutto della nuova Desmosedici: “Sono abbastanza felice – ha concluso  - Questi cinque giorni sono davvero serviti ed è il miglior allenamento che possiamo avere. Ma è difficile dire se i cambiamenti sulla moto mi abbiano davvero fatto sentire più a mio agio o meno, perché sono tutte modifiche abbastanza sottili. E dopo due mesi di riposo, quando riprendiamo, ho sempre una sorta di combattimento interiore che mi porta a chiedermi  se i piccoli problemi che magari si possono riscontrare sono dovuti all’essere stato fermo, e quindi a me, oppure alla nuova moto”.

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