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5 maggio 2022

I team principal dicono no alle americanate della Formula 1: annullata la loro parata a Miami

  • di Redazione MOW Redazione MOW

5 maggio 2022

Dovevano scendere in pista per un giro di onore come, di consueto, fanno i piloti di Formula 1 prima di un Gran Premio. I team principal del circus hanno però detto di no a Miami e non si sono piegati alle "americanate" in stile Drive To Survive
I team principal dicono no alle americanate della Formula 1: annullata la loro parata a Miami

Drive to Survive, la serie sulla Formula 1 targata Netflix, è riuscita anche là dove sembrava impossibile addentrarsi. Dopo aver romanzato il racconto della massima serie del motorsport, aver idealizzato i piloti come personaggi del cinema hollywoodiano e aver dato agli spettatori, anche i nuovissimi e giovani appassionati, il materiale perfetto per potersi appassionare alla Formula 1... sono riusciti anche a trasformare in personaggi i team principal delle scuderie del circus. 

E chi lo avrebbe mai detto che Toto Wolff, Chris Horner e Mattia Binotto si sarebbero ritrovati a firmare così tanti autografi in giro per il mondo, a fare selfie e diventare virali su Twitter. Questa nuova celebrità, che certamente porta fama e vantaggi a tutto il paddock, ha anche però una svolta eccessiva che loro, i professionisti della Formula 1, non sono disposti ad accettare. 

 

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Negli scorsi mesi si era parlato di una parata dei team principal nel corso del weekend del Gran Premio di Miami, seconda tappa attesissima della F1 in America dopo l'ormai tradizionale gara di Austin, dove i boss dei team avrebbero dovuto partecipare a un giro d'onore come quelli che solitamente toccano ai piloti prima del GP della domenica. 

I team principal però si sono opposti a questo obbligo e la parata è stata annullata. A spiegare le motivazioni è stato il numero della Mercedes, Toto Wolff: "Non credo che la Formula 1 dovrebbe offrire un evento del genere, con i team principal che salutano la folla prima di un Gran Premio. Non fraintendetemi, amo i fan e l’attenzione che essi ci riservano, ma personalmente voglio che siano i piloti a stare sotto i riflettori. Sono loro gli atleti, i gladiatori di questo magnifico sport, non noi. Si tratta di un’equilibrio che non deve cambiare". 

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