Genoa contro Deportivo A Coruña. 14 anni dopo l’ultima volta al Ferraris, questa è la partita che si è giocata in memoria di Vincenzo Claudio Spagnolo. Per tutti, amici e compagni ultras, era “Spagna”. Dopo quattordici anni è tornato il Trofeo che porta il suo nome, sedicesima edizione, una partita che valeva poco per il risultato e moltissimo per quello che rappresenta. Comunque, ha vinto il Deportivo 1-0. Poco importa. Sotto la Gradinata Nord, prima della partita, sono arrivati i familiari di Claudio. Alle porte dello stadio, ai piedi del monumento per Spagna, si è fermato papà Cosimo, che da trentuno anni continua a parlare di suo figlio perché lo amava e perché “ricordare è l’unico modo per evitare il ripetersi di certe tragedie”. La famiglia ha deposto un mazzo di fiori nella Nord, dove aveva vissuto la passione per il Grifone fino a quel 29 gennaio 1995. Claudio aveva 24 anni quando venne ucciso. Era fuori dal Ferraris, prima di Genoa-Milan. Dall’altra parte c’era Simone Barbaglia, diciottenne milanista delle Brigate 2, la formazione nata dalla scissione delle Brigate Rossonere della curva Sud e conosciuta anche come “banda del Barbour”: borghesi, ben vestiti, di estrema destra, giovani, vogliosi di farsi spazio nel mondo del tifo organizzato rossonero. Barbaglia aveva un coltello a farfalla, come il leader delle Brigate 2 Carlo Giacominelli, detto “il chirurgo” proprio per il talento con le lame. Spagnolo invece era disarmato.
“Basta lame, basta infami”. Barbaglia venne condannato a 14 anni e 6 mesi, ma tornò libero nel 2007 dopo indulto e sconti di pena. Carlo Giacominelli patteggiò due anni senza condizionale. Tra gli ultras finiti a processo per i fatti di Genova ci fu anche Massimo Elice, “Olaf”, figura storica della curva Sud. Una presenza che attraversa quasi tre decenni di tifo rossonero: oggi è presidente dell’Old Clan e di recente si è esposto per le vicende legate al processo Doppia Curva. In un’intervista, parlando di Ciro Esposito e Daniele De Santis, arrivò a dire: “Sto con De Santis”. Nel 2014 De Santis, ultrà della Roma, sparò a Esposito, tifoso del Napoli, durante gli scontri prima della finale di Coppa Italia: Esposito morì dopo 53 giorni di agonia, De Santis fu condannato a 16 anni.
Il Trofeo Spagnolo nacque proprio quell’anno, nel 1995, per trasformare la memoria in qualcosa che avesse ancora a che fare con il calcio, con il senso del tifo organizzato, fatto di codici che fanno parte di una sottocultura. Codici mai scritti ma comunque da rispettare, aggiornati con la cronaca. Per anni il Trofeo è stato parte dell’estate rossoblù, poi è scomparso dal calendario dopo l’edizione del 2012. Ieri 8 agosto 2026 si è giocato di nuovo. A Genova, intanto, c’è un murale che conserva il volto del giovane tifoso: “Hasta siempre Claudio Spagna”. Lo ricordano nella Nord; il suo pensiero è appoggiato a fianco dei fiori in Gradinata.