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11 novembre 2025

Calenda si tatua il tridente ucraino e Lilin ci va giù duro: “Un simbolo grave come la svastica”. Ma Carletto lo sa?

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

11 novembre 2025

Un simbolo che è diventato famosissimo in questi anni di guerra tra Russia e Ucraina. Zelensky lo ha cucito sulle sue felpe e ha fatto il giro del mondo, i militari ucraini lo hanno sulle divise. E ora Carlo Calenda se l’è tatuato sul braccio. Ma sicuri che sia un simbolo davvero di pace? Ecco cosa ne pensa lo scrittore Nicolai Lilin
Calenda si tatua il tridente ucraino e Lilin ci va giù duro: “Un simbolo grave come la svastica”. Ma Carletto lo sa?

Carlo Calenda ha più successo come difensore della causa ucraina che come leader di un partito di centro e moderato. E la verve con cui in tv attacca gli interlocutori che dall’inizio del conflitto criticano l’Occidente (e in particolare Nato, Usa e Regno Unito) lo ha reso famoso persino all’estero. L’ultima lite con Jeffrey Sachs in una puntata di Piazzapulita, quando Calenda ha sostanzialmente accusato l’economista di essere un bugiardo, è diventata virale su X. Ora Calenda passa al livello successivo e decide di dimostrare definitivamente la sua totale dedizione alla causa ucraina tatuandosi il simbolo del tryzub, il tridente dei principati medievali della Rus’ di Kiev, vietato durante il periodo sovietico e riadottato solo nel 1992, con l’indipendenza dall’Urss. 

Il tatuaggio di Carlo Calenda
Il tatuaggio di Carlo Calenda

Un simbolo che ha legami con il nazionalismo ucraino e che, insieme ai colori della bandiera e allo slogan “Slava ukraini!”, è diventato l’emblema della “resistenza ucraina” all’invasione russa. Sotto al post con la foto del tatuaggio, tuttavia, Calenda è stato molto criticato. Un utente ha scritto: “Sono molto vicino all’Ucraina ma così è un po’ troppo… i simboli hanno significati molto profondi e vanno lasciati ai legittimi proprietari”. 

Carlo Calenda contro Jeffrey Sachs a Piazzapulita
Carlo Calenda contro Jeffrey Sachs a Piazzapulita

Un altro ha ironizzato: “A questo punto sto iniziando a rivalutare chi ha tatuato il nome dell’ex”. E un altro: “Ribadisco la domanda che feci tempo fa: Carlo ma quando eri piccolo un Russo ti ha rubato la fidanzatina?” C’è anche chi gli chiede la data in cui partirà per il fronte: “La brigata Parioli parte o resta sul divano a fare il tifo?” E a questo coro si aggiunge anche l’opinione dello scrittore Nicolai Lilin, che ha appena pubblicato per Piemme Putin atto secondo: Come lo zar si è ripreso la scena internazionale e a cui abbiamo chiesto un commento: “Calenda, se veramente vuole fare qualcosa per il suo amico Zelenskij, dovrebbe prendere le armi e andare in prima linea a combattere. Perché in Italia ha ormai infastidito tutti con la sua polemica degradante e la sua posizione filo-nazista”. 

"Putin anno secondo" di Nicolai Lilin (Piemme, 2025)
"Putin anno secondo" di Nicolai Lilin (Piemme, 2025)

Secondo Lilin, infatti, lo tryzub sarebbe in realtà “un simbolo altrettanto negativo come la svastica nazista. I boia nazisti di Stephan Bandiera, fedele collaboratore di Hitler, che massacravano gli ebrei, bielorussi, russi, ucraini, moldavi, polacchi, ungheresi e slovacchi durante la Seconda Guerra Mondiale, usavano proprio questo simbolo per contraddistinguersi.” Il riferimento è al simbolo dell’Oun-B, la corrente estremista dell’Organizzazione dei nazionalisti ucraini guidata da Bandera, un cerchio rosso con all’interno una croce iscritta in un triangolo rovesciato e al centro proprio il tridente ucraino. 

Il simbolo dell'Oun-B
Il simbolo dell'Oun-B

Lilin fa anche notare che il simbolo è stato utilizzato in un monumento inaugurato nel 2024 a Domostawa, in Polonia, il Memoriale alle vittime del genocidio nelle terre di confine orientali, che ricorda i massacri di polacchi in Volinia e Galizia orientale per mano dell’Upa, l’Esercito insurrezionale ucraino, l'ala militare dell'Oun-B guidato da Bandera, tra il 1943 e il 1945: “In effetti, nel monumento polacco alla memoria dei civili massacrati dagli ucronazisti durante il massacro di Volinia, è raffigurato un bambino polacco infilzato proprio su un tridente, come quello che si è tatuato il senatore Calenda”. Insomma, per Lilin, tutt’altro che un simbolo di pace. 

Il "Memoriale alle vittime del genocidio nelle terre di confine" a Domostawa inaugurato nel 2024
Il "Memoriale alle vittime del genocidio nelle terre di confine" a Domostawa inaugurato nel 2024

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